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Terra, acqua e cielo nel paesaggio veneto

Il Veneto è terra di fiumi e di lagune. Le acque hanno modellato le montagne e generato la pianura: acqua e terra, più che altrove, si contendono lo spazio e si bilanciano in equilibri, spesso precari, che si cerca di conservare.
La pittura veneta, sempre attenta alla varietà degli ambienti naturali e antropici di un territorio così differenziato, pittura paesaggistica anche quando rappresenta il mito e le scene religiose, ha spesso messo in luce una terza componente che sembra concorrere quantomeno agli equilibri formali: il cielo.

Concerto campestre- attribuito a Tiziano Vecellio
Concerto campestre

Attribuito a Tiziano Vecellio (1509 – 1510),
Museo del Louvre (Parigi)
(da In Itali@ on line, http://www.initaliaonline.it/)

Il cielo sembra diventare letteralmente protagonista o co-protagonista negli affreschi con cui Giovan Battista Tiepolo sembra sfondare i soffitti e aprirsi alle prospettive del mondo reale.

Giovan Battista Tiepolo - Il sacrificio di Isacco
Giovan Battista Tiepolo – Il Sacrificio di Isacco (1726 – 1728),
Patriarcato di Udine (da Web Gallery of Art, http://www.wga.hu/)

Lo skyline delle città venete spesso si spinge a disegnare il cielo e il genio di Palladio ne propone una vera e propria progettazione nelle coperture e nei tetti di ville, palazzi, e chiese: ne sono esempio, particolarmente evidente, gli altissimi camini della “Malcontenta”.


Andrea Palladio – Villa Foscari “La Malcontenta”, Malcontenta (VE)

Gli itinerari veneti dovrebbero sempre prevedere una tappa, un punto di osservazione, o meglio ancora, di contemplazione da cui ammirare gli equilibri fisici, funzionali e formali tra terra, acqua e cielo: soprattutto nei momenti in cui il cielo si riempie di quei colori che hanno costituito il tratto distintivo dei grandi pittori di questa Regione.

Tramonto a Venezia