Non credo che molti insegnanti includano negli itinerari delle uscite didattiche e delle gite scolastiche la visita di supermercati e centri commerciali, se non come soste logistiche.
Si tratta, invece, di emergenze territoriali di fondamentale importanza, da prendere seriamente in considerazione per poter approfondire tematiche di forte interesse sociale, economico ed urbanistico.
Si tratta, invece, di emergenze territoriali di fondamentale importanza, da prendere seriamente in considerazione per poter approfondire tematiche di forte interesse sociale, economico ed urbanistico.
Nella struttura comerciale aperta nel luglio del 2007 nei pressi di Jesolo Centro Storico è sintomatico anche l’uso di una più recente denominazione: I Giardini di Jesolo sono, infatti, indicati come Parco Commerciale. Da luoghi di semplice esercizio del commercio (supermercati, ipermercati, centri commerciali), queste aree periurbane sono progressivamente cresciute nella complessità funzionale (e nella rappresentazione simbolica) da generico punto di afflusso per lo shopping ad effettivo spazio insediativo, proponendosi quali piccole cittadelle dove il commercio fa da sfondo ed organizza le attività ricreative e lo sviluppo di relazioni sociali: insomma, si sono evolute da spazi di vendita a luoghi di vita.
I Giardini di Jesolo, progettati dallo Studio “Aires Mateus e Associados“, costituiscono un effettivo atto di pianificazione territoriale. Essi ridisegnano un’ansa del corso della Piave Vecchia adiacente alla laguna di Venezia (Valle Dragojesolo) di particolare bellezza paesaggistica: un terrapieno inclinato prosegue la salita dell’argine elevandone l’altezza e nascondendo l’opera grazie ad un manto erboso che prosegue sopra a tutte le coperture. L’impatto visivo dei grandi volumi degli edifici viene così fortemente ridotto in uno sviluppo ad un unica quota, mantenendo l’orizzontalità del territorio e creando una terrazza verde (i giardini appunto) da cui cogliere il panorama a 360°.
Il Parco si organizza intorno ad una piazza centrale in forma di vera e propria città: ci troviamo di fronte ad una progettazione unitaria di più edifici e non ad un unico contenitore architettonico. Gli edifici maggiori prospettano sulla piazza ed emergono di poco dal piano dei “giardini”, connotando l’immagine della struttura proprio con le loro coperture, che riprendono le forme dei fabbricati agricoli.
Il fronte est costituisce visivamente l’ingresso principale e si sviluppa unitariamente per tutta la larghezza del parco commerciale confermando la percezione di orizzontalità dell’opera in sintonia con il paesaggio della laguna e della campagna circostanti.Alle questioni estetiche e paesaggistiche si possono poi affiancare riflessioni relative agli impatti sulle acque del fiume, sul controllo della rumorosità, della luminosità e della impermeabilizzazione del terreno, ecc. Ovviamente, si pone con grande rilevanza la questione della viabilità e del bacino di utenza che apre uno sguardo su un territorio molto più ampio.
Il fronte est costituisce visivamente l’ingresso principale e si sviluppa unitariamente per tutta la larghezza del parco commerciale confermando la percezione di orizzontalità dell’opera in sintonia con il paesaggio della laguna e della campagna circostanti.Alle questioni estetiche e paesaggistiche si possono poi affiancare riflessioni relative agli impatti sulle acque del fiume, sul controllo della rumorosità, della luminosità e della impermeabilizzazione del terreno, ecc. Ovviamente, si pone con grande rilevanza la questione della viabilità e del bacino di utenza che apre uno sguardo su un territorio molto più ampio.
Una simile struttura consente poi di affrontare in maniera mirata le questioni relative alla distribuzione commerciale alla carica simbolica delle merci, ai consumi responsabili e consapevoli, agli impatti sugli stili di vita nella dimensione particolare di un servizio rivolto da un lato ad un territorio agricolo a dall’altro ad una città di turismo balneare con forte presenza di ospiti europei.
Insomma, quella che ho qui descritto è una miniera di opportunità didattiche che appare ben evidente se si ha la capacità di cogliere da un lato l’unicità di un territorio ricchissimo di beni ambientali e culturali da conservare, ma dall’altro anche la necessità di innovare e di riprogettare in forme sostenibili i luoghi e le modalità dell’abitare e del vivere quotidiano. D’altro canto, a chi afferma l’eccesso di grandi strutture commerciali presenti nel Veneto ed in particolare nella provincia di Venezia, va ricordato che, sebbene sia indispensabile riflettere sul conseguente impatto ambientale, sulle distorsioni delle abitudini dei consumatori e sulle trasformazioni delle dinamiche sociali, non è certo rifiutando per principio la costruzione dei nuovi luoghi (o “non luoghi“) che si migliora la qualità della vita.
Il Veneto del resto è sempre stato terra di commercio, crocevia tra nord Europa, Mediterraneo ed Oriente: le grandi strutture commerciali sono una costante della nostra cultura. Venezia nasce su un modello di palazzo chè è, in primis, una “casa fondaco”, fatta per stoccare e vendere a piano terra grandi quantità di mercanzie. Quasi tutti i palazzi sul Canal Grande hanno questa struttura o hanno avuto una simile genesi. E sul Canal Grande troviamo, seppur fortemente rimaneggiati e adibiti ad altre funzioni, i grandi fondaci delle comunità di mercanti stranieri: il Fondaco dei Tedeschi e il Fondaco dei Turchi.
Il cuore della Serenissima era in definitiva un grande parco commerciale.
Il Veneto del resto è sempre stato terra di commercio, crocevia tra nord Europa, Mediterraneo ed Oriente: le grandi strutture commerciali sono una costante della nostra cultura. Venezia nasce su un modello di palazzo chè è, in primis, una “casa fondaco”, fatta per stoccare e vendere a piano terra grandi quantità di mercanzie. Quasi tutti i palazzi sul Canal Grande hanno questa struttura o hanno avuto una simile genesi. E sul Canal Grande troviamo, seppur fortemente rimaneggiati e adibiti ad altre funzioni, i grandi fondaci delle comunità di mercanti stranieri: il Fondaco dei Tedeschi e il Fondaco dei Turchi.
Il cuore della Serenissima era in definitiva un grande parco commerciale.


