I giovani, poi, utilizzano oggi continuamente cellulari, lettori MP3 e altri dispositivi elettronici che li costringono a fissare display dall’alto verso il basso o a vivere contemporaneamente due realtà, quella fisica dove si trovano col corpo e quella virtuale verso cui la loro mente si volge attraverso i media.Per far didattica sul territorio è necessario dunque operare una vera e propria “educazione dello sguardo”, fermandosi ad osservare i particolari anche da punti di vista meno esperiti e con traiettorie inusuali. Alzare la testa e guardare con attenzione è particolarmente utile in città: anche nei punti più alti degli edifici si possono trovare elementi importanti che raccontano storie e ricostruiscono percorsi.Di esempi se ne possono fare molti: eccone uno.
Il conte Alvise ci ricorda un’altro luogo veneto di particolare interesse, Costozza (VI): qui un’attività storica di cava, fin dai tempi degli degli Etruschi e dei Romani ha prodotto un sistema di grotte e cunicoli (covoli) sul cui sbocco sono state costruite ville di grande interesse, tra cui quella appunto dei conti Da Schio. Esse sfruttano tale dispositivo di aereazione, refrigerazione e climatizzazione, che rende i locali che danno accesso alle gallerie più caldi in inverno e più freschi in estate, rispetto all’ambiente esterno. Alvise ha il merito di un’altra primogenitura: quella della coltivazione industriale dei funghi commestibili: un innovazione che fu permessa proprio dall’ambiente favorevole delle grotte. Le fungaie sono attive ancora oggi.




