Archivio per la categoria 'Provincia di Belluno'

Paesaggi elettrici

Le infrastrutture costituiscono uno dei principali elementi che danno forma al territorio. Nel Veneto le acque, oltre ad essere per molti secoli le principali e spesso uniche vie di comunicazione, hanno da sempre fornito l’energia necessaria alle attività umane. Prima la ruota idraulica e poi la turbina sono state le grandi protagoniste dello sviluppo industriale ed economico.

Gli anni ‘50 e ‘60 hanno visto la realizzazione di uno dei sistemi idroelettrici più complessi al mondo: il Piave – Boite – Mae – Vajont. E lo sfruttamento della forza delle acque è stato intenso anche nel vicino Friuli.
Un territorio estremamente ampio ha subito enormi trasformazioni non solo fisiche, ma anche sociali ed economiche. Le ricadute sono state rilevanti per lo sviluppo economico di tutto il Paese.
E’ una storia di grandi progetti e realizzazioni, ma anche di impatti ambientali durissimi e di lutti: tutti ricordano l’immane tragedia della frana del Vajont, ma molti interventi hanno avuto le proprie vittime.
Nella costruzione della Centrale “Achille Gaggia” a Soverzene (BL) (famosa per essere realizzata in caverna, per la qualità estetica del manufatto ed in particolare per gli affreschi allegorici “neo-tiepoleschi” di Walter Resentera) sono morti durante lo scavo ben 53 minatori e molti morirono successivamente a causa dell’inalazione dei gas delle mine.
I Sentieri Didattici possono seguire qui i corsi d’acqua, individuando i bacini e dove essi scompaiono nel cuore della montagna scendendo nelle condotte forzate fino a far girare le turbine delle centrali. Ma possono anche seguire i racconti di speranza, di lavoro, di ingegno, ma anche di morte di chi ha vissuto le trasformazioni attuate.
Mirabile la ricostruzione della storia del disastro del Vajont fatta da Marco Paolini in “Vajont, 9 ottobre 1963″.

Terra, acqua e cielo nel paesaggio veneto

Il Veneto è terra di fiumi e di lagune. Le acque hanno modellato le montagne e generato la pianura: acqua e terra, più che altrove, si contendono lo spazio e si bilanciano in equilibri, spesso precari, che si cerca di conservare.
La pittura veneta, sempre attenta alla varietà degli ambienti naturali e antropici di un territorio così differenziato, pittura paesaggistica anche quando rappresenta il mito e le scene religiose, ha spesso messo in luce una terza componente che sembra concorrere quantomeno agli equilibri formali: il cielo.

Concerto campestre- attribuito a Tiziano Vecellio
Concerto campestre

Attribuito a Tiziano Vecellio (1509 – 1510),
Museo del Louvre (Parigi)
(da In Itali@ on line, http://www.initaliaonline.it/)

Il cielo sembra diventare letteralmente protagonista o co-protagonista negli affreschi con cui Giovan Battista Tiepolo sembra sfondare i soffitti e aprirsi alle prospettive del mondo reale.

Giovan Battista Tiepolo - Il sacrificio di Isacco
Giovan Battista Tiepolo – Il Sacrificio di Isacco (1726 – 1728),
Patriarcato di Udine (da Web Gallery of Art, http://www.wga.hu/)

Lo skyline delle città venete spesso si spinge a disegnare il cielo e il genio di Palladio ne propone una vera e propria progettazione nelle coperture e nei tetti di ville, palazzi, e chiese: ne sono esempio, particolarmente evidente, gli altissimi camini della “Malcontenta”.


Andrea Palladio – Villa Foscari “La Malcontenta”, Malcontenta (VE)

Gli itinerari veneti dovrebbero sempre prevedere una tappa, un punto di osservazione, o meglio ancora, di contemplazione da cui ammirare gli equilibri fisici, funzionali e formali tra terra, acqua e cielo: soprattutto nei momenti in cui il cielo si riempie di quei colori che hanno costituito il tratto distintivo dei grandi pittori di questa Regione.

Tramonto a Venezia