Turismo e “abitanza”

Oggi è quanto mai di moda parlare di cittadinanza a fronte dei movimenti migratori in atto e più in generale del fortissimo aumento della mobilità a livello mondiale. Io però preferisco usare il neologismo “abitanza” perchè l’abitare un territorio è l’effettiva esperienza che le persone hanno del concetto di cittadinanza.
Ho apprezzato molto dunque l’uscita di una nuova guida turistica su Venezia, prima di una collana denominata My Local Guide, scritta non da viaggiatori, ma da abitanti. Una serie di indicazioni e di consigli forniti con un approccio narrativo, caldo ed accogliente: è come conoscere degli amici veneziani e farsi guidare da loro alla scoperta della città.
My Local Guide. Venezia, Edizioni Light Box, Venezia 2008
Quelli che dunque vengono proposti, pur in presenza anche dei tradizionali apparati (elenco di alberghi, elenco e aperture dei musei, mappe, glossari, ecc.), sono percorsi dichiaratamente soggettivi, sui quali si può essere o non essere d’accordo, sui quali si può discutere, magari aprendo un blog, come suggeriva Marino Folin, ex rettore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, alla presentazione della Guida presso la Libreria Mondadori di San Marco.
Quella che viene stimolata non è quindi una conoscenza enciclopedica, ma una conoscenza profonda, partecipata che nasce dal tentativo di stabilire una relazione interpersonale tra abitanti e turisti. E in questa relazione può trasmettersi l’amore che l’abitante ha per la propria città e i propri luoghi, promuovendo comportamenti consapevoli e responsabili, che da un lato possono appagare il desiderio di conoscenza e di sintonia con la cultura locale e dell’altro contribuiscono a una fruizione ecologica e sostenibile del territorio.
Questa guida non mi sembra dunque l’ennesima guida su Venezia, ma un’indicazione di lavoro estremamente interessante per tutto il settore turistico ed in particolare per il turismo scolastico.I Sentieri Didattici potrebbero sviluppare più ampie e significative opportunità di fruizione se acquisissero anche un simile approccio partecipativo alla descrizione dei luoghi, che può divenire racconto del vissuto degli allievi: un racconto accogliente per bambini e ragazzi di altri luoghi o una proposta di confronto e scoperta per gli abitanti della comunità locale.

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