Alzare lo sguardo

E’ una di quelle cose che facciamo sempre meno, forse perché abbiamo costantemente fretta e non ci fermiamo più ad osservare i dettagli di ciò che ci circonda, ce ne sono troppi e non c’è tempo per ciò che sta fuori dal “normale” angolo di vista. Del resto l’evoluzione ci ha costruito così, con un ampio campo visivo orizzontale e un campo verticale minore, differenza accentuata da una limitata mobilità del collo in tale direzione.
I giovani, poi, utilizzano oggi continuamente cellulari, lettori MP3 e altri dispositivi elettronici che li costringono a fissare display dall’alto verso il basso o a vivere contemporaneamente due realtà, quella fisica dove si trovano col corpo e quella virtuale verso cui la loro mente si volge attraverso i media.Per far didattica sul territorio è necessario dunque operare una vera e propria “educazione dello sguardo”, fermandosi ad osservare i particolari anche da punti di vista meno esperiti e con traiettorie inusuali. Alzare la testa e guardare con attenzione è particolarmente utile in città: anche nei punti più alti degli edifici si possono trovare elementi importanti che raccontano storie e ricostruiscono percorsi.Di esempi se ne possono fare molti: eccone uno.
Palazzo Da Schio, Schio (VI)
Palazzo Da Schio a Schio (VI): al culmine della facciata una scritta ricorda i conti Almerico e Alvise, proprietari del palazzo, datando l’opera al 1875. Non si tratta di una indicazione di piccolo conto. Almerico Da Schio ha un merito importante, quello di essere riuscito, primo in Italia, a far volare, il 17 giugno 1905, nei pressi della fattoria Caussa (Schio), un dirigibile (l’Aeronave Italia). Umanista e scienziato insigne partecipò attivamente alla vita pubblica, progettando e realizzando tra l’altro tecniche innovative per la costruzione e la gestione degli acquedotti di Vicenza e di Schio.
Il conte Alvise ci ricorda un’altro luogo veneto di particolare interesse, Costozza (VI): qui un’attività storica di cava, fin dai tempi degli degli Etruschi e dei Romani ha prodotto un sistema di grotte e cunicoli (covoli) sul cui sbocco sono state costruite ville di grande interesse, tra cui quella appunto dei conti Da Schio. Esse sfruttano tale dispositivo di aereazione, refrigerazione e climatizzazione, che rende i locali che danno accesso alle gallerie più caldi in inverno e più freschi in estate, rispetto all’ambiente esterno. Alvise ha il merito di un’altra primogenitura: quella della coltivazione industriale dei funghi commestibili: un innovazione che fu permessa proprio dall’ambiente favorevole delle grotte. Le fungaie sono attive ancora oggi.

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