Guardare lontano, cercare di abbracciare tutto il territorio, venir limitati nello sguardo solo dall’orizzonte: il panorama si afferma nella pittura alla fine del ‘700, proponendo un coinvolgimento illusionistico in una rappresentazione di grande fedeltà nella descrizione dei particolari e nella coincidenza tra campo visivo e immagine dipinta.
Osservare il territorio da un punto di vista panoramico corrisponde ad una voglia di scoprire (e di controllare) il mondo che tutti abbiamo dentro.
E tutti appena possibile saliamo su un colle, su una torre, su un campanile, o ci soffermiamo in un punto in cui la visione diviene ampia e non ostacolata da edifici o alberature. Qui, se la giornata è limpida, possiamo misurare la nostra capacità di osservare e possiamo anche far scattare la nostra immaginazione, ricostruendo immagini e forme dettate dalla nostra sensibilità e dai nostri sogni.
E tutti appena possibile saliamo su un colle, su una torre, su un campanile, o ci soffermiamo in un punto in cui la visione diviene ampia e non ostacolata da edifici o alberature. Qui, se la giornata è limpida, possiamo misurare la nostra capacità di osservare e possiamo anche far scattare la nostra immaginazione, ricostruendo immagini e forme dettate dalla nostra sensibilità e dai nostri sogni.
Vedere tutto e selezionare solo alcuni elementi, ricostruire la propria mappa, saper cogliere l’essenziale. In certi momenti della giornata questa operazione è facilitata: la luce diventa radente e secca, nasconde i dettagli e mostra le linee del disegno del territorio e come esso si stagli contro il cielo (skyline). Ecco allora emergere con chiarezza gli elementi formali della sua identità.
Venezia, ad esempio, mostra con chiarezza il suo sviluppo legato all’orizzontalità dell’ambiente lagunare; risaltano allora i campanili, torri di avvistamento di nemici o di navi mercantili provenienti da Oriente, un Oriente ben evidente nelle coperture a cupola delle chiese e nei frontoni arrotondati di quelle del Codussi che le richiamano, sostituendo i timpani triangolari tipici del Rinascimento toscano. I Sentieri Didattici dovrebbero indicare anche i punti panoramici degli itinerari dai quali poter praticare una lettura dei dettagli e, al contempo, la ricostruzione di una sintesi dell’identità locale.


panorami favolosi