E’ un principio che non viene urlato, ma praticato con discrezione, quotidianità e minimalismo. Non porta a grandi realizzazioni scenografiche, ma a piccoli e preziosi interventi in luoghi un po’ discosti dalle grandi e ben note mete turistiche e urbane.
Le “Bolle” di Massimgliano Fuksas (2004), realizzate per il centro di ricerca delle Distillerie Nardini a Bassano, che rivisitano forme antiche di alambicchi e colonne di distillazione di uno dei prodotti più tipici, la grappa, in avveniristiche costruzioni che si elevano a “distillare” il senso del paesaggio pedemontano che da esse si può cogliere.
La “Judeca Nova” disegnata da Cino Zucchi (1997 – 2002), recupero degli ex Cantieri Junghans, alla Giudecca a Venezia: qui le sperimentazioni linguistiche del moderno sull’immagine degli edifici (ora destinati ad abitazione) alludono in maniera distaccata, senza mai scendere nel pittoresco, a precisi elementi di “venezianità“: l’asimmetria delle finestre, il portico, il rapporto tra calli, canali e campielli, le strutture a castello delle costruzioni dei pescatori e delle gru, ecc.
I Sentieri Didattici dovrebbero proporre lo stesso tipo di percorso, senza rinchiudersi nel passato, ma scoprendo, nel corso della storia, la continua volontà dei Veneti di progettare il futuro e di decidere ancor oggi le trasformazioni da imprimere nel paesaggio.



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