Nessuno come Caspar Friedrich (Greifswald, 1774 – Dresda, 1840) ha così ben rappresentato l’idea che l’osservatore è interno alla visione; con la sua precisa razionalità egli ci ha restituito pitture di estrema suggestione in cui la grande capacità di osservazione è incarnata da personaggi posti di spalle, proiezione del pittore stesso, intenti ad osservare il paesaggio, cercando di disvelare nella natura la presenza del divino.
Opera emblematica e più nota è sicuramente il “Viandante sul mare di nebbia” (1818, Amburgo, Kunsthalle). In essa la figura umana sembra letteralmente fondersi con il paesaggio proprio per effetto dell’azione avvolgente della nebbia, che lega gli oggetti osservati all’osservatore.
(da Wikipedia Italia, http://it.wikipedia.org/)
La fotografia può a volte riprodurre un simile effetto con ancor più forza, anche se con un paradossale minor realismo: è possibile infatti rappresentarsi nell’atto stesso del fotografare, riproducendo la propria ombra.
In questa foto, scattata dalla passerella del nuovo Blue Moon (Lido di Venezia), il fotografo, in posizione apparentemente distaccata, si integra matericamente con la sabbia e le conchiglie della spiaggia.

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