Archivio per Novembre 2007

La Viandanza

Le attività che svolgo, ahimè, mi lasciano ben poco tempo libero.
Un appuntamento a cui però tento di non mancare è quello della Viandanza.

“… E’ un gruppo fluttuante di amici-conoscenti che desiderano girare il Veneto e dintorni alla scoperta di centri storici e brani di paesaggio, il tutto condito magari da qualche sosta imprecisata e non, per esplorare e gustare qualche anfratto gastronomico. E con il piacere dello stare insieme e fare qualche piccola scoperta locale. …”

Gli itinerari della Viandanza, che tendenzialmente si svolgono nella seconda domenica del mese, sono dovuti alla voglia di un caro amico di condividere una passione per la nostra regione, il Veneto, ma anche, più in generale per le scoperte che sul territorio si possono fare.
Alla costruzione degli itinerari possono però partecipare tutti, seguendo alcune flessibili lineee guida:

“…
1) Ogni Viandanza ha un tema che è in genere un “grumo di luoghi”.
Un grumo di luoghi significa che è visitabile un lembo di territorio non troppo esteso: gli assi tra i punti estremi dovrebbero stare nell’intorno di 15-20 km.

2) Ogni Viandanza intende ricercare un grumo di tessere di mosaico da cui affiori un baluginamento di immagine.
Un Veneto delle differenze, non delle omogeneità, un Veneto meticciato, non fuori dal mondo, ma intriso della molteplicità del mondo, un Veneto glocale, più che locale, un qui con una forte attrazione e coinvolgimemento con l’altrove e il non ancora (assieme al non già e già stato). Il Veneto che fa il verso al Veneto …

3) Ogni Viandanza dovrebbe scoprire un senso (dello “starci” e dell’abitare).
I luoghi disvelano stili di vita presenti o tramontati o tentativi di raggiungimento per convinzioni o modi di essere.
Conformare e tutelare dei luoghi comporta l’esercizio dello “starci”, mettere in atto una modalità che inventa una forma di essere abitanti.
Appartenere senza essere appartenuti, tutelare senza essere inglobati in una cristallizzazione o ibernazione, identità senza museo delle cere …

4) Ogni viandanza dovrebbe esercitare in qualche modo l’arte dello stupore.
Almeno nelle forme semplici: vedere cose mai o poco viste. Rivelare dettagli su cui ampiamente si è esercitata la disattenzione; mettere in scacco stereotipi, stanare luoghi minori che contengono gioielli, disvelare giochi di alleanza tra natura e cultura, cogliere luoghi in cui avvengono eventi di svolta, soprattutto in termini di architettura contemporanea o in termini di nuove conformazioni di paesaggio….
Ogni Viandanza potrebbe essere una provocazione a superare il pressappoco e apprezzare lo specifico, il preciso, l’irrepetibile. Il vasto è una rete che pesca innumerevoli frammenti di riposti luoghi della non ripetitibilità. Modi di declinare la contemporaneità.

5) Ogni Viandanza è un gioco-pretesto per immergersi in interessanti perché.
La ludicità del perché non sta nelle risposte. Un perché è bello in quanto ci dischiude un campo inesplorato e vasto, dove non abbiamo ancora la mappa, anzi di più, non abbiamo tracciato i sentieri.

6) Ogni viandanza è una possibile offerta o un inaspettato incontro con una infilata di non so.
E’ l’occasione per regalarti un allargamento di non ovvio con una serie di forse. E’ insomma un’occasione per riarredare la libertà che di solito non abita nella routine, nel già riscontrato, nel rito, nel recitativo del copione. La viandanza è un testo prima che lo rinchiuda una scrittura compiuta in una sigla. E’ un pre-testo o forse un senza-testo perché basta il con-testo. Il contesto ha sempre rivoli di segni che il testo non ha. Il con-testo è, non scrive. Per questo i luoghi della viandanza si capiscono con i piedi. Ragioni ed emozioni plurali. Con una qualche ragione del branco.
…”

L’ultima Viandanza si è svolta domenica 25 novembre su un percorso che si è dipanato tra Piove di Sacco e Chioggia.
Titolo: “Clodia, Annia e Popilia in gioco in Chioggia e Saccisica. Come i luoghi prendono direzione, forma e dinamica in percorsi di terra ed acqua“.

Gabriele Righetto, Note par ramengàr: La direzione dei luoghi
(PDF, Kb 162)

Via Barchette - Piove di Sacco (PD)
Via Barchette, Piove di Sacco (PD)

Rigore scientifico e passione

Qualcuno dice che a scuola si insegnano soprattutto i propri hobby. E’ un’affermazione provocatoria, ma che contiene un fondo consistente di verità.
Quasi tutti noi abbiamo scelto un percorso di studi e degli indirizzi di ricerca su tematiche per le quali provavamo un particolare interesse.
Siamo diventati competenti nelle cose che più ci interessavano e quindi scegliamo e insegnamo tematiche con rigore scientifico, ma anche con passione ed empatia.
Scuola ed extrascuola non sono mondi separati. Nel mio caso, ho seguito un percorso di studi che mi ha portato alla laurea in Urbanistica sulla spinta di un’amore per la scoperta del territorio e dell’ambiente. Una passione per la fotografia, oltre che per la Geografia, mi ha permesso poi di utilizzare questo strumento per leggere il territorio e restituirne una mia interpretazione, senza alcuna pretesa artistica, da semplice abitante, da curioso o anche solo da turista.
Questo blog cerca di restituire un mosaico di idee, riflessioni ed esperienze scientifiche, didattiche e personali sul territorio veneto.